1️⃣ PERCHÉ L’HO SCELTA?????????♂️ Mi sono orientato verso una penna a scatto per una serie di motivi. Innanzitutto, perché spesso mi trovo nella necessità di dover prendere immediatamente degli appunti e, non avendo la mano debole libera, sono costretto ad afferrare il cappuccio con i denti per rimuoverlo, in dispregio delle più elementari regole igieniche. Ho considerato, inoltre, che, con questa soluzione avrei: evitato di perdere il cappuccio in continuazione; eliminato il rischio che si tolga accidentalmente, permettendo alla punta di macchiare tutto ciò con cui entra in contatto; scongiurato il pericolo di inghiottimento da parte dei bambini che sovente s’impossessano della mia penna. Per non sbagliare e ritrovarmi a distanza di qualche giorno dall’acquisto con le mani imbrattate d’inchiostro o con il meccanismo a scatto mal funzionante, ho scelto un modello ampiamente collaudato, la Parker “Jotter”, della quale mi hanno ammaliato le due versioni speciali poste in commercio recentemente. Mi riferisco, in particolare, ai due modelli Premium nati nel 2024 per celebrare i primi 70 anni di vita di quest’intramontabile penna a sfera, la quale, per diffusione globale, è seconda solo alla Bic Cristal, che è anche di qualche anno più "matura" (la sua immissione sul mercato, se non erro, risale al 1950). Ad onor del vero, mentre un tempo la parola “Jotter”, in casa Parker, era sinonimo di penna a sfera, oggigiorno identifica anche versioni rollerball e stilografiche. Le due penne in commento sono “a tiratura limitata”, nel senso che, pur non essendo numerate, verranno prodotte solo per un circoscritto torno di tempo, così come è accaduto per le 4 Jotter della serie “Global Icons”, le quali sono state commercializzate tra il 2023 e il 2024. Si distinguono tra loro esclusivamente per la clip, che, in un caso, è cromata e, nell'altro, dorata. Nel catalogo Parker, infatti, esse assumono rispettivamente la denominazione di "70th Anniversary Special Edition CT" e "70th Anniversary Special Edition GT", dove "CT" e "GT" stanno per "chrome" e "gold trim", ovvero finiture cromate e dorate. Come già anticipato, si tratta di modelli appartenenti alla collezione “Premium”, i quali, com’è noto agli “addetti ai lavori”, si caratterizzano per il corpo interamente metallico, distinguendosi, quindi, da quelli classici, e decisamente più economici, della serie “Originals”, che hanno la parte inferiore in plastica (la quale, attualmente, può essere di ben 54 tinte diverse). In queste due penne celebrative, pertanto, sia il fusto che il cappuccio (così vengono chiamate, per convenzione, la parte inferiore e inferiore della penna, anche laddove la seconda sia dotata di tasto attuatore, come nel caso della Jotter) sono realizzati in acciaio inossidabile spazzolato, Sotto quest’aspetto i due esemplari sono, quindi, assimilabili alla fotogenica Jotter Stainless Steel (la c.d. “SS”, un tempo nota anche come “Flighter”), che vediamo, in molti film o serie televisive, sul camice dei dottori, sull'uniforme dei poliziotti o tra le mani di avvocati e procuratori. L’elemento peculiare di queste due edizioni speciali è la particolare finitura sia del cappuccio che del fusto. Stiamo parlando del famoso motivo “ciselé”, ovvero di quel disegno “a griglia” quadrata (in questo caso realizzato con tecnologia laser), che alberga in casa Parker sin dai primi anni Sessanta. In quel periodo, infatti, Kenneth Parker (l’allora presidente della società, figlio del fondatore del marchio, George Safford Parker), traendo spunto dal suo portasigarette, realizzato nel XVIII secolo da un argentiere londinese, diede l’incarico al chief designer dell’azienda, e suo amico, Don Doman (padre di numerosi dei capolavori Parker) di creare una penna con lo stesso motivo. Precisamente era il 1964 quando nacque la 75 ciselé in argento sterling; l’anno seguente vide luce una sua edizione speciale, realizzata con l’argento di uno dei galeoni della flotta spagnola, affondata al largo della costa della Florida nel 1715: la c.d. 75 “Spanish Treasure Fleet”, ricercatissima oggi dai collezionisti. La 75 ciselé (denominazione che, in realtà, questa versione della 75 ha assunto in un'epoca sensibilmente successiva al suo lancio sul mercato) è stata la capostipite di una serie di Parker caratterizzate da quest’ammaliante disegno “a quadri”. Il pensiero corre alle diverse ciselé succedutesi nel tempo; si ricordino, ad esempio, l’Insignia, la (International) Classic, la Premier e la Sonnet. Parliamo, quindi, di tutte penne d’alta gamma, realizzate in metallo nobile (prevalentemente argento sterling), che occupavano le prime pagine del catalogo Parker, risultando, quindi, ben distanti dalla Jotter, la quale ha da sempre rappresentato uno dei modelli “entry level” di quest’azienda. Eppure bisogna dare atto che le 70° anniversario non costituiscono il primo approdo di quest’elegante finitura geometrica al mondo delle Jotter; infatti, già nel 2010 e poi nel 2017, erano state commercializzate delle Jotter Premium aventi il (solo) cappuccio d’acciaio rifinito con questo disegno “a griglia” (vedi le foto allegate). Ora, però, con queste due edizioni celebrative del 70° anniversario, vi è stato un ulteriore avvicinamento alla celeberrima 75 ciselé, senza, tuttavia, “scomodare” l’argento sterling. Il motivo “a quadri”, infatti, stavolta interessa l'intero corpo della penna, quindi anche il fusto, come accadeva per i succiati modelli lussuosi. Per il resto, le due penne replicano in tutto i tratti distintivi della Jotter Stainless Steel. Abbiamo, infatti, ad esempio, la classica clip a freccia in acciaio inossidabile, la quale, analogamente a quanto accade per la Jotter Stainless Steel, può essere sia cromata che dorata. Il bottone attuatore è il solito, con l’estremità arrotondata e liscia, senza il logo Parker inciso. Quel tasto di attivazione che oramai equipaggia tutte le Jotter dell’era moderna, le quali, ricordiamo, a far data dal 2011, salvo qualche eccezione (il pensiero corre a quelle indiane prodotte da Luxor e ad alcune versioni realizzate in Cina), sono tutte fabbricate nello stabilimento francese di Saint-Herblain, vicino Nantes, dove vedono luce anche numerosi altri modelli di vari brand. Giova, infatti, ricordare che nel 2000 la Parker è stata acquisita dalla holding statunitense Newell Brands, che detiene un portafoglio abbastanza ampio di marchi di scrittura, tra cui Dymo, Paper Mate, Reynolds, Rotring e Waterman. Sarebbe stato auspicabile che, a contraddistinguere queste due edizioni speciali del 70° anniversario, ci fosse stato qualche ulteriore segno particolare, così come era avvenuto nel 2004, quand’era àncora attivo l’impianto inglese di Newhaven. In tale occasione, infatti, per celebrare il 50° anniversario della Jotter, furono prodotte un serie di accattivanti versioni, con finiture e colori particolari (alcune erano addirittura in argento), tutte aventi il numero "50" sul tasto attuatore. L'esperienza, purtroppo però, non si è ripetuta nel 2014, quando ormai la produzione era stata spostata in Francia. Per celebrare, infatti, il 60° anniversario, la Parker si è limitata a sfornare semplicemente 4 “nuovi” colori del fusto, i quali, “in qualche modo”, evocavano quelli della prima versione del 1954, quando, però, esso non era né in plastica riciclata, né, tanto meno, liscio. All’epoca, infatti, il fusto era realizzato in nylon ed era rigato in senso verticale (c.d. “scanalato”). Va ricordato, inoltre, che nella prima Jotter la clip non aveva àncora la forma di una freccia, bensì di un "trogolo". L’anonimato della versione celebrativa del 60° anniversario rispecchiava fedelmente la fase “calante” che la Parker stava attraversando in quegli anni, alla quale, per fortuna, in qualche modo si è tentato di porre rimedio (in parte riuscendoci) a decorrere dal 2016, quando i vari modelli, Jotter compresa, sono stati (quale più, quale meno) rivisitati. In chiusura di questo proemio, che spero non sia stato soporifero????